Marco Bellavita

La Fotografia

La mia fotografia vista con gli occhi del cuore.

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MI PRESENTO

Marco Bellavita.

01.
Nato a Milano nel 1948, dal 1985 abita in Italia, a Campertogno (Val Sesia).

In gioventu’ sviluppa e acquisisce rispetto per l’ambiente in viaggi e lavori, spesso differenziati tra loro. Negli anni ’70 si avvicina alla produzione di immagini per interesse politico sociale, privilegiando l’istantanea per carattere e immediatezza.

Dopo aver fatto esperienza redazionale per alcuni anni, lavora con i bambini e sui loro giochi. Specializzatosi in fotografia zootecnica in Italia e U.S.A., nel periodo ’80-’84 e’ analista nel centro elettronico di un’azienda nautica.

Nei vari cambiamenti di vita, solo con l’attuale permanenza a Campertogno ritorna alla natura della sua infanzia Valsesiana pur rimanendo profondamente affezionato alla “camera oscura” per la stampa in bianco e nero, rimanendo legato all’istantanea, cercando di evidenziare la bellezza dei particolari nel “piccolo” con i suoi colori e i suoi “tabu'”.

La sua fotografia e’ sempre con luci naturali, senza filtri ne artifici, con rari momenti di abbandono grafico per i giochi di rifrazione dei colori. Mai la sua foto e’ profondamente “INCISA” ma lascia spazio all’immaginazione e alla fantasia.

Il suo sogno e’ riportare il “piccolo” (su cui non ci si sofferma) a dimensioni sempre piu’ “grandi”.

MARCO BELLAVITA

Le parole di Emilio Tadini su Marco Bellavita.

02.
Le fotografie di Marco Bellavita producono il solito, piccolo miracolo di tutte le grandi fotografie. Toccano nel profondo il nostro stesso sguardo. Non si limitano a metterci in relazione con una figura del reale. Sollecitano, per così dire, quella attitudine a desiderare che è connaturata al nostro sguardo. Ci fanno sentire quella specie di avido, insaziabile desiderio del mondo che si risveglia in noi ad ogni apertura di palpebre. Lo vediamo nelle fotografie del Messico (come quella – davvero stupenda, da grande reporter – degli operai appoggiati alla barricata, in attesa di una offerta di lavoro). Lo vediamo nelle fotografie della Valsesia. Una epopea per immagini. Attraverso queste fotografie, una valle delle Alpi si manifesta ai nostri occhi non come un mondo, ma come il mondo. In tutte le sue dimensioni. Da un minuscolo, perfetto uovo di girino alla grandezza di uno strepitoso tramonto sulle montagne, dalla faccia della gente alla forma dell’architettura. E,sempre, ciò che ci viene da chiamare “l’eterno” ci appare – in queste fotografie, in questo sguardo – indissolubilmente legato a ciò che ci viene da chiamare “l’effimero”. Lo sguardo che in queste fotografie ci capita di cogliere, di “vedere”, ancora prima della cosa fotografata – e che finiamo per sentire del tutto nostro – non è uno sguardo teso a impossessarsi del mondo. E’ uno sguardo che si dà al mondo. E forse proprio per questo – questa generosità, questa disponibilità – che paradossalmente mette le fotografie di Marco Bellavita in grado di comunicarci un sapere semplicemente essenziale. Il mondo – il mondo che conta, il mondo come valore assoluto – non è sempre altrove, in qualche altrove da sognare, da vagheggiare, da fantasticare. Il mondo è qui, adesso. Individuato e infinito. Smisurato e a portata di mano.

Emilio Tadini

Le Attitudini

Essere un Fotografo, vuol dire vedere con gli occhi del cuore.

03.
Fotografia
100%
Immaginazione
100%
Emozione
100%

I volti

I volti della vita, entrano nella nostra anima.

04.

Sono io.

Sono, perché emoziono.

Una faccia, è solo un’espressione.

Un’espressione,

è solo un modo di vedere le cose.

Sono Marco Bellavita.

Sono un Fotografo.

…in ricordo di Marco Bellavita…